Conclusa la seconda edizione del concorso
"IL FUTURO È BLU"
Una mattina di colori e natura. Così può essere definita la seconda edizione del concorso
"IL FUTURO È BLU", organizzato dall'associazione COLORDIMARE,
responsabile delle selezioni italiane per la scelta del poster del Festival Mondiale dell'Immagine
Subacquea di Antibes, che ha entusiasmato e fatto sognare i giovani giurati della Scuola
Internazionale Europea "ALTIERO SPINELLI" di Torino.
Riuniti nella sala conferenze dell'istituto gli oltre 100 alunni, scelti tra rappresentanti delle
elementari e delle medie, per un giorno si sono trasformati in giurati attenti e scrupolosi per
giudicare i filmati in concorso e dare, per la prima volta nella loro vita, i voti, ribaltando così
per qualche ora il loro abituale ruolo di studenti.
Otto sono stati i documentari che hanno partecipato al concorso giunti anche quest'anno non solo
dall'Italia, ma anche dall'estero (Spagna, Belgio, Svizzera e Francia) per colorare questa giornata
torinese e trasformare per qualche ora una scuola in un oceano o in un fiume, popolandola di pesci,
squali, tartarughe, coralli, gamberi, molluschi ecc.
Muniti di schede e matite, i ragazzi hanno preso sul serio il loro ruolo e distribuito voti ai
concorrenti che per i giovani studenti erano delle vere novità pur trattandosi, in molti casi,
di autori di video subacquei ben noti agli addetti ai lavori e spesso premiati ai concorsi organizzati
dai maggiori festival del settore. Dopo lo spoglio delle schede e il conteggio dei voti, la classifica
finale ha visto i seguenti filmati aggiudicarsi i primi tre posti:
1° classificato: "CIAK...SI MANGIA" di Alberto PENNA (Italia)
2° classificato: "PERCHÈ" di Leonardo Sergiani (Italia)
3° classificato: "IL MARE" di Leonardo Sergiani (Italia)
Lo scopo del concorso, provare a trasmettere, attraverso immagini e linguaggi appropriati, l'amore
e il rispetto per l'ambiente acquatico dal quale, come sottolineano da tempo tutti gli esperti,
dipende il futuro dell'umanità, e perciò delle nuove generazioni, si può dire
pienamente raggiunto come dimostrano i commenti che molti giurati hanno scritto a complemento delle
loro votazioni e che non avrebbero sfigurato in molti casi anche nei verbali di giurie più esperte.